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Programmazione scolastica 2011 - 2012
In Viaggio con il PULMINO GINO

È ormai consuetudine dedicare i primi tempi dell’anno scolastico all’attuazione del progetto Accoglienza progetto che consente alle insegnanti un tempo disteso per accogliere i bambini, un tempo ben definito e significativo per creare legami con le famiglie e più rispettoso dei bisogni individuali di ogni singolo bambino.La parola ACCOGLIENZA significa ricevere qualcuno dimostrandogli affetto,pertanto siccome i nostri ospiti sono molto piccoli sarà necessario pensare ad un periodo vero e proprio caratterizzato da un clima accogliente,nel quale il bambino abbia il tempo di scoprire l’ambiente e di instaurare rapporti significativi con gli amici e con gli adulti.
Quest’anno la nostra programmazione.”in viaggio con il pulmino Gino”prevede un progetto articolato mediante unità didattiche ben definite dove un simpatico scuolabus sarà il filo conduttore dell’intero anno scolastico.
La scuola avvalendosi di tutti i mezzi a sua disposizione crea un clima di dialogo, di confronto e di aiuto reciproco coinvolgendo i genitori nella progettazione educativa valorizzando e potenziando la partecipazione responsabile di tutte le figure interessate individuando modalità di attuazione del progetto.A tal fine si procede a formare piccoli gruppi per agevolare l’inserimento. Si decide sulla permanenza a scuola del genitore che sarà flessibile,ma sempre contenuta. Prevedono la partecipazione dei bambini al momento del pranzo che di solito avviene dopo due settimane. Decidono la data degli incontri individuali con i genitori dopo circa un mese,per parlare di come si è inserito il bambino delle sue conquiste di eventuali disagi per trovare soluzioni per farlo star bene a scuola.
Nei primi giorni è stata dedicata un’attenzione particolare alla preparazione del contesto scuola:
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Organizzazione degli spazi
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Modalità di lavoro (gruppi omogenei intersezioni)
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Organizzazione della giornata scolastica (scansione temporale delle attività)
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Suddivisione dei ruoli fra il team docente.
In questo contesto l’atteggiamento delle insegnanti è di fondamentale importanza nel determinare la qualità delle prime relazioni con i bambini:la completa accettazione dei loro bisogni,la comprensione dei loro sentimenti,l’attenzione ai loro interessi determinano l’instaurarsi di un rapporto di fiducia e di reciproca simpatia.
Un clima accogliente è caratterizzato dunque da:
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Un ascolto attivo che si stabilisce anche con gesti, guardando il bambino negli occhi, chiamandolo per nome, sorridendogli e giocando con lui;
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Un’osservazione paziente del bambino in situazioni spontanee di interazioni con le persone e con gli ambienti;
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Una scelta di strategie intese come disponibilità a preparare sorprese a meravigliare predisponendo situazioni di gioco accattivanti aiutandolo a fare da solo per migliorare la sua indipendenza incoraggiando le sue relazioni e il modo di collaborare.
Per poter realizzare queste premesse le insegnanti si sono servite di un filo conduttore che dovrà fare da sfondo all’intera programmazione e sarà il punto di riferimento da cui partiranno tutti i bambini per scoprire “l’ambiente scuola”, per realizzare le loro attività stando insieme ai loro amici.
Nel salone della scuola entrerà in scena il pulmino Gino costruito appositamente con uno scatolone, guidato da un insegnante. Sulle note della canzone il pulmino, lo scuolabus percorrerà un tragitto prestabilito di fronte agli spettatori che saranno i genitori e i bambini nuovi arrivati.
In questa drammatizzazione i protagonisti saranno i bambini di quattro e cinque anni aiutati dalle insegnanti; alla fine del percorso anche i bambini di tre anni potranno giocare con il pulmino per conoscere i nuovi amici.
Da queste premesse si articoleranno le varie unità didattiche divise per campi di esperienza con obiettivi differenti secondo l’età dei bambini.
Parte Teorica
I primi tempi dell’anno scolastico vengono dedicati all’attuazione del progetto accoglienza, un progetto che dà alle insegnanti un tempo più disteso per accogliere i bambini, un tempo più definito e significativo per creare legami con le famiglie e più rispettoso dei bisogni individuali dei bambini.
Etimologicamente la parola accogliere significa raccogliere presso di sé, ricevere qualcuno con dimostrazione di affetto e, poiché nel nostro caso l’ospite è molto piccolo e si fermerà a lungo con noi, occorre pensare ad un periodo di vero e proprio accompagnamento caratterizzato da un clima accogliente in cui il bambino abbia il tempo di stupirsi e gustare le novità, abbia il tempo di scoprire l’ambiente e di instaurare rapporti significativi con gli amici e con l’adulto.
La qualità del progetto dipende dalla capacità del team docente di:
• instaurare un rapporto collaborativo con le famiglie (assemblea, colloqui individuali, questionari);
• instaurare rapporti di scambio con l’asilo nido e altre istituzioni educative (colloqui per conoscere le caratteristiche dei bambini e dei loro comportamenti nel gruppo);
• organizzare il contesto scolastico (spazi, tempi, attività, materiali, modalità di lavoro, organizzazione di gruppi di bambini).
Rapporto scuola - famiglia
“ la scuola avvalendosi di tutti i mezzi previsti e possibili crea un clima di dialogo, di confronto e di aiuto reciproco, coinvolge i genitori nella progettazione educativa, valorizza e potenzia la partecipazione responsabile di tutte le figure e istituzioni interessate, individuando modalità di concreta attuazione
finalizzata ad un raccordo funzionale degli interventi”.
Il cammino di accoglienza con la famiglia dei nuovi arrivati inizia già fin dall’anno precedente con l’invito dei genitori e dei neo-iscritti alla festa di fine anno per stabilire un primo contatto gioioso e per far conoscere la nuova scuola.
Organizzazione del contesto-scuola
Nei primi giorni dedichiamo un’attenzione particolare alla preparazione del contesto scuola:
• organizzazione degli spazi (sezioni/spazi gioco, laboratori) e materiali;
• modalità di lavoro (gruppi omogenei, intersezioni...);
• organizzazione della giornata (scansione temporale delle attività);
• suddivisione di ruoli fra il team docente.
La collaborazione fra gli adulti, le relazioni positive che intercorrono fra di loro fungono da modello per l’azione di un valido percorso formativo.
Accoglienza dei bambini di 4-5 anni:
Per i bambini di quattro e cinque anni tornare a scuola significa ritrovarsi,riallacciare i vecchi legami con gli amici, scoprire che cosa è cambiato e che cosa no, riappropriarsi degli spazi gioco e degli spazi lavoro, riscoprire le tracce delle esperienze vissute negli anni precedenti.
Pure a loro occorre offrire un tempo adeguato per adattarsi alla vita scolastica; anche se ogni anno essi si sentono gratificati dall’essere diventati “più grandi”, è utile coinvolgerli:
• nella preparazione di semplici regali-dono da offrire ai nuovi arrivati;
• nell’assunzione del ruolo di tutor nei confronti dei più piccoli.
Uno stile accogliente
L’atteggiamento delle insegnanti è di fondamentale importanza nel determinare la qualità delle prime relazioni con i bambini: la completa accettazione dei loro bisogni, la comprensione dei loro sentimenti, l’attenzione ai loro interessi determinano infatti l’instaurarsi di un rapporto di fiducia e di empatia.
Un clima accogliente è caratterizzato da:
- un ascolto attivo che si stabilisce anche con gesti, andando incontro al bambino,guardandolo negli occhi, abbassandosi alla sua altezza, salutandolo, chiamandolo per nome,sorridendogli, giocando con lui;
- un’osservazione paziente del bambino in situazioni spontanee di interazioni con le persone e gli ambienti, senza giudizi e interpretazioni, finalizzata ad entrare meglio in comunicazione con lui;
- una scelta di strategie intese come disponibilità a preparare sorprese, a meravigliare come:
1. predisporre situazioni di gioco accattivanti.
2. aiutarlo a fare da solo per migliorare la sua indipendenza.
3. incoraggiare le sue relazioni e le forme di collaborazione.
Si tratta quindi di adottare un vero e proprio stile relazionale ed educativo che faccia sentire il bambino e la famiglia accolti, compresi e poi inseriti nel mondo della scuola.
Introduzione sui colori
Verranno proposte delle attività didattiche inerenti la tematica del colore con l’intento di scoprirne ed acquisirne caratteri, conoscenza e consapevolezza. Di consueto, nella Scuola dell’Infanzia, viene affrontata tale tematica poiché è di rilevante importanza per lo sviluppo percettivo e cognitivo dei bambini compresi nella fascia di età che va dai 3 ai 6 anni. La conoscenza dei colori primari e derivati, associati ad elementi che costituiscono e fanno parte integrante del mondo circostante, consente infatti ad ogni bambino di sviluppare soggettivamente abilità percettive e sensoriali che gli permetteranno di affrontare serenamente le fasi di sviluppo successive, non ché di acquisire competenze e conoscenze sempre più approfondite.Lo studio dei colori è poi di grande importanza poiché agisce ed interviene con efficacia nello sviluppo dell’emotività del singolo. Associare il colore ad uno stato d’animo, ad una particolare situazione, ad un determinato oggetto, crea nel bambino sensazioni diverse di legame, d’affettività nonché d’interazione tali da generare i tratti primari del carattere. Lavorare con il colore attraverso l’utilizzo di diversi strumenti e tecniche permette infine ad ognuno di liberare e sperimentare la propria creatività e magari di esternare peculiarità e specificità soggettive che non verrebbero evidenziate in altre situazioni esperenziali.Protagonisti:Il progetto coinvolge bambini dai 3 ai 6 anni con attività ludiche, motorie, manipolative, grafico-pittoriche, tali da interessare abilità e competenze globali di ognuno.
Obiettivi
Conoscenza dei colori primari e derivati
Saper associare colori a oggetti, sensazioni e situazioni
Riuscire a sperimentare creatività ed abilità attraverso l’utilizzo di metodologie diversificate
Tempi
L’approccio alla tematica relativa ai colori verrà sviluppata nella prima parte dell’anno scolastico in quanto ciò facilita l’acquisizione di competenze e scoperte successive, presenti nella programmazione annuale proposta dalle insegnanti.

Nicoletta Gastaldo
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