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Presentazione

I.C. Pertini Ovada Alessandria


I.C. Pertini Ovada Alessandria


I.C. Pertini Ovada Alessandria


I.C. Pertini Ovada Alessandria


I.C. Pertini Ovada Alessandria


Dopo la visita alla mostra "Mirò ! Poesia e luce" a Genova, ecco alcune impressioni degli alunni delle classi quarte.... Si ricava dalle riflessioni dei bambini il senso di grande energia e forza trasmesso dalle opere del pittore... e l'entusiasmo che l'arte sempre suscita a chi vi si accosta con semplicità e ingenuità. E poi come ha detto Martina, la nostra guida, ad interpretare le opere di Mirò non si sbaglia mai!!!!

 

 

Le parole giuste per descrivere i quadri di Mirò: sorpresa, divertimento e fantasia…. Alcuni quadri pensavamo fossero stati fatti in cinque minuti, invece Mirò ci metteva mesi, anni e addirittura li correggeva.

…il quadro con il supereroe nel cielo mi è piaciuto più degli altri: c’erano molti colori e mi ricordava mio fratello quando cerca di volare…

I quadri di Mirò sono talmente colorati … che danno un’allegria pazzesca…

Mirò, nonostante la vecchiaia, non si arrendeva; la sua mente sempre viva era piena di idee. Provava sempre nuove tecniche per pitturare! Avete mai sentito di un quadro sonoro? E di un quadro in movimento? … li ha inventati lui!!!

Mirò non dava titoli ai suoi quadri perché diceva che ogni persona guardandoli poteva immaginarsi quello che voleva, sempre cose diverse.

In un quadro ho visto un gobbo su una montagna al chiaro di luna.

Le sculture erano le più belle: c’erano un torero e un toro fatti di argilla. Sembrava di essere in Spagna.

Nel quadro in movimento c’era appesa una cordina che quando ondeggiava formava un’ombra che si moveva tra le altre righe dritte e immobili.

A me quel quadro sembrava una cascata.

A me sembrava di essere quella corda, perché non sto mai ferma…   

Sembrava che il quadro vivesse.

Nei quadri c’era tanto giallo e tanto rosso, i colori della Spagna dove lui era nato.

Il quadro che mi piaceva di più Mirò lo aveva fatto con materiali di recupero. Era un quadro sonoro perché su delle tavolette di legno aveva piantato dei chiodi. Mirò aveva detto che quando batteva si sentiva un rumore simile al cinguettio degli uccelli. Infatti si intitolava “Uomo e uccelli“. Poi ha usato della carta vetrata strappata, e anche quella faceva rumore.

Mirò pitturava con le mani e firmava con la stella, con un pallino rosso o con il suo nome.

La cosa più bella è stato vedere la ricostruzione del suo studio, con il suo disordine, con i suoi vecchi pennelli e colori e la sua sedia a dondolo dove si sedeva a guardare le sue opere.

Il laboratorio aveva molte finestre perché nei suoi quadri la luce era molto importante.

I quadri di Mirò sembravano un po’ dei paciughi fatti dai bambini piccoli.

Durante il laboratorio dovevamo rifare dei disegni di Mirò dopo averli osservati per un po’. Poi abbiamo girato il foglio e se non ci ricordavamo qualcosa dovevamo sperimentare con la nostra testa.

Quello che ho fatto io secondo me era una patata con braccia e gambe che ballava.

 

 

 

 

 

 

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