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Descrizione dell’esperienza I CARE ad Ovada

 

Il sottotitolo dato in sede locale rispetto al progetto nazionale I Care può ben sintetizzare il piano di lavoro che si è inteso sviluppare:

La scuola si prepara a comunicare in forme nuove: l’inclusione di alunni con afasie, disfasie e gravi compromissioni del linguaggio.

 

Si sono prese le mosse dalle sperimentazioni di comunicazione con il computer già avviate da alcuni anni da tre alunni delle scuole ovadesi con gravi disabilità, in particolare disabilità del linguaggio: una ragazza appartenente alla Scuola media di Ovada; una ragazza frequentante la Scuola primaria del Primo circolo di Ovada; un bambino facente capo alla Scuola primaria dell’Istituto comprensivo di Molare.

Al tempo stesso si è promossa una seconda attività per questi stessi alunni incentrata sulla psicomotricità e musicoterapia in palestra.

 

Laboratorio Comunicando con il computer

Si sono sperimentate con il computer due proposte:

  • la gestione del software Bordmaker per costruire semplici frasi con il Codice grafico PCS: questa attività è possibile solo a ragazzi con un buon residuo di abilità intellettive;
  • la costruzione di quaderni ipermediali, assemblando semplici pagine costruite attraverso l’utilizzo di immagini, colori e suoni: questa attività si è verificato essere possibile anche con disabilità molto gravi.

Di tutta la sperimentazione sono stati conservati sia documentazione cartacea sia file il formato elettronico.

 

Laboratorio Comunicando con il corpo

Il laboratorio è rivolto a due ragazze e ad un ragazzo con gravi compromissioni del linguaggio verbale e rilevanti problemi motori.

Vengono svolte semplici attività motorie e musicali per stimolare la comunicazione attraverso la mimica e la gestualità per una durata complessiva di circa un’ora e mezza nell’ambiente palestra. Il materiale utilizzato: strumenti musicali, solidi di gommapiuma, materiali manipolativi/sensoriali.

Ciascun incontro nel laboratorio segue questa impostazione:

Saluto e l’accoglienza attraverso il contatto corporeo, mimica e brevi dialoghi per preparare i ragazzi alle attività (Dove ci troviamo? Come state? Volete comunicarci qualcosa?).

Scelta degli strumenti musicali da parte dei ragazzi partecipanti: maracas, legnetti, sonaglini, guiro, tamburo. Scelta della canzone da parte dei ragazzi cantata dalle operatrici. Gli strumenti vengono scelti con modalità differenti a seconda delle capacità residue. Per Valeria la scelta avviene tramite l’inclinazione del capo tra due opzioni. Per Mattia e Carola la scelta avviene attraverso la mimica.

La scelta delle canzoni avviene sempre attraverso la mimica per Carola e Mattia; per Valeria si è tenuto conto della sua risposta emotiva ai diversi stimoli (sorriso/urla). La musica da cd viene utilizzata poco, solo per la parte dedicata al rilassamento finale.

Attività sensoriali con l’utilizzo di materiale manipolativo e sensoriale (stoffa, gommapiuma, piccole figure geometriche, fiori, frutta…)

Scelta di semplici giochi motori (“nascondino”; diverso utilizzo della palla grande/piccola; cerchi; costruzioni con i solidi).

Rilassamento sdraiati a terra con sottofondo musicale e saluto in cerchio dandoci la mano.

La partecipazione di tutti i ragazzi è stata più che positiva.

 

 

Accanto a questo nucleo “specialistico” di intervento (concretizzato nei due laboratori) sono stati realizzati interventi didattici dalle singole scuole aderenti al progetto (alle tre scuole sopraelencate va aggiunto l’IPSIA Fermi di Alessandria) con le classi di appartenenza degli alunni disabili con lo scopo di far acquisire maggiori e molteplici capacità di comunicazione all’intera classe. Questo può costituire un rilevante presupposto per altre iniziative di inclusione nelle rispettive scuole. Sono stati coinvolti anche altri bambini con compromissioni del linguaggio e loro rispettive classi. Sono stati predisposti specifici programmi di attività con tempi ed orari riguardanti:

  • la gestualità
  • la mimica e la pantomima
  • la multimedialità
  • la corporeità
  • la musica
  • i codici comunicativi simbolici, cartacei ed al computer.

 

L’Istituto comprensivo Pertini di Ovada ha promosso un’esperienza riguardante molteplici forme di comunicazione in una classe terza con la presenza di una alunna con grave disabilità del linguaggio.

A tale scopo si sono tenuti quattro incontri: al mattino rivolti ai ragazzi della classe; al pomeriggio rivolti agli insegnanti del Consiglio di classe, a quelli dell’intero istituto con invito esteso agli insegnanti di tutte le scuole che hanno aderito al progetto “I Care”. Gli argomenti sono stati i seguenti: La comunicazione mimica gestuale; La Lingua italiana dei segni; La comunicazione con il corpo; La comunicazione con il computer: PCS e multimedialità.

 

Gruppo di coordinamento

Il progetto comprende un gruppo di lavoro a livello di coordinamento composto dai dirigenti scolastici delle scuole della rete o da loro delegati, dagli insegnanti coordinatori delle classi interessate, dagli insegnanti di sostegno che fanno riferimento agli alunni disabili coinvolti nel progetto.

 

Operatori

Gli operatori dei due laboratori sono quattro: Pietro Moretti (insegnante di sostegno), Antonietta Crupi (insegnante di sostegno), Nadia Marengo (educatrice), Patrizia Marco (assistente educativa).

Rispetto alla formazione ci si è avvalsi della collaborazione di numerosi esperti (Giosiana Barisione, Giuseppina Valentini, Mavi Benzo, Guido Fusaro, Paolo Vaccari)

 

Formazione generale

Rispetto alla formazione sono state sviluppate tre iniziative a livello generale:

  • un seminario sull’utilizzo del codice PCS al computer con l’esame di software specialistico (tipo Boardmaker o altri),
  • un seminario sulle classificazioni delle disabilità secondo le norme relative all’ICF;
  • un ciclo di incontri su molteplici forme di comunicazione collegato ad una classe dell’IC Pertini

 

Partner esterni alla scuola

Con l’associazione di volontariato “Vedrai” è stato sviluppato un programma di collaborazione al progetto, in quanto questo ha consentito di meglio coinvolgere i genitori e gli operatori socio-sanitari esterni alla scuola.