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Progetti di Formazione Organizzati dai CTS

ai sensi del Decreto del Ministro n. 821 dell’ 11 ottobre 2013

 

 

Le presenti indicazioni rappresentano il riferimento comune per la realizzazione dei progetti di formazione da attivare nelle varie realtà territoriali ai sensi del DM n. 821 dell’11 ottobre 2013.

 

Ogni progetto sarà espressione della realtà territoriale di riferimento, anche adeguando i temi proposti alle necessità e ai bisogni individuati con e per i docenti partecipanti al percorso formativo.

 

 

1 Premessa 

 

Il DM 821/2013 individua i “Criteri e parametri per l’assegnazione diretta alle istituzioni scolastiche nonché per la determinazione delle misure nazionali relative la missione Istruzione Scolastica, a valere sul Fondo per il Funzionamento delle istituzioni scolastiche” e dispone, all’art. 3, comma 1, lettera h) lo stanziamento di “Euro 400.000,00 per interventi formativi volti al potenziamento delle competenze dei docenti nelle aree ad alto rischio socio-educativo e a forte concentrazione di immigrati, ai sensi dell’articolo 69 del CCNL 29/11/2007, nonché del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, art. 16, comma 1. lettera b)”.

Quest’ultimo, prevede “l’aumento delle competenze per potenziare i processi di integrazione a favore di alunni con disabilità e bisogni educativi speciali”.

Pertanto, le aree di intervento nelle quali attuare azioni formative riguardano le tematiche relative alle aree ad alto rischio socio-educativo e a forte concentrazione di immigrati nonché i processi di inclusione per alunni e studenti con bisogni educativi speciali.

In quanto la terza categoria degli alunni con BES – ai sensi della Direttiva 27.12.2012 – riguarda proprio alunni con svantaggio socio-economico, culturale e linguistico, si ritiene che il denominatore comune per tutte le attività formative siano le difficoltà di apprendimento e, quindi, il potenziamento delle competenze dei docenti per favorire il successo formativo di tutti gli alunni ed i processi di inclusione.

Considerate le risorse finanziarie disponibili e l’ampia platea di docenti interessati alle attività di formazione, si è pervenuti alla decisione di destinare gli interventi in parola a uno o due docenti per ciascuna istituzione scolastica, con l’intento di formare un congruo numero di formatori, che a loro volta possano realizzare interventi “a cascata” presso le proprie scuole, oltre a fungere da punti di riferimento per il lavoro di équipe e per la consulenza tra colleghi.

 

Ai sensi dell’art. 3, comma 4, del richiamato DM 821/2013, “Le specifiche dei progetti formativi…, incluse le modalità dell’eventuale valutazione dei discenti e le competenze e/o le conoscenze in uscita, sono definiti con decreto dei direttori generali preposti…”. A tal fine, per facilitare ed uniformare il lavoro delle istituzioni scolastiche, che progetteranno ed attueranno gli interventi formativi, si propongono di seguito dei criteri di riferimento ed una scheda esemplificativa per la predisposizione del progetto di formazione, che dovrà essere adeguato alle diverse realtà territoriali.

Si precisa che il costo complessivo di ciascun progetto non potrà essere superiore al finanziamento previsto, che sarà assegnato in base al numero di discenti, salvo eventuali quote coperte da altri fondi.

 

 

2 Finalità

 

-          Potenziare le competenze psicopedagogiche dei docenti nelle aree ad alto rischio socio-educativo;

-          Potenziare le competenze didattiche e metodologiche dei docenti soprattutto nelle situazioni di alta difficoltà socio-educativa e a forte concentrazione di immigrati;

-          Rafforzare le competenze dei docenti curriculari e di sostegno per favorire il successo formativo di tutti gli alunni ed i processi di inclusione;

-          Formare all’uso delle tecnologie come strumenti compensativi e/o per la disabilità;

-          Valorizzare le esperienze positive, soprattutto sul versante dell'organizzazione e della collaborazione interistituzionale nel territorio;

-          Promuovere tra i docenti l’utilizzo della didattica inclusiva per la formazione degli studenti con bisogni educativi speciali;

-          Sviluppare le conoscenze necessarie per la valutazione oggettivamente e scientificamente corretta degli studenti in relazione alle competenze sviluppate rispetto alle competenze attese;

-          Migliorare la qualità dell’inclusione scolastica di alunni e studenti con disabilità e con altri bisogni educativi speciali;

 

 

3 Azioni

 

-          1. Predisposizione di una significativa raccolta di materiale formativo audiovisivo, organizzato e strutturato, idoneo a fornire ai corsisti i contenuti teorici fondamentali e i riferimenti normativi.

-          2. Organizzazione di incontri in presenza di taglio operativo-laboratoriale con l'obiettivo di coniugare le conoscenze teoriche con la pratica didattica. A livello locale, in base alle specifiche esigenze, verranno definiti e proposti dei percorsi che, seguendo il modello flipped learning (ossia di “apprendimento rovesciato), prevedano l'impegno dei corsisi a visionare autonomamente alcuni video teorici (punto 1) prima di ciascun incontro, concentrando nella parte in presenza soprattutto le attività finalizzate all'applicazione didattica con esercitazioni, discussioni, simulazioni, condivisione di materiali ed esperienze e altro. Questa attività di formazione dovrebbe coinvolgere circa due docenti per ciascuna istituzione scolastica del territorio regionale.

-          3. Obiettivo finale è l'attivazione in tutte le scuole di percorsi formativi simili, anche ridotti o parziali e comunque calibrati in base agli effettivi bisogni, utilizzando i materiali video (punto 1) e le competenze dei docenti che hanno frequentato il percorso di formazione territoriale (punto 2).

 

 

4 Contenuti 

 

I contenuti delle singole proposte di formazione verranno modulati a livello territoriale, in base a specifiche esigenze o domande.

L'elenco seguente si riferisce ai temi da sviluppare - salvo integrazioni - nei materiali audiovisivi forniti on line da utilizzare come premessa teorica alle successive attività operative. Indicazioni più puntuali su struttura e contenuti dei video saranno forniti successivamente dal Comitato tecnico scientifico.

 

I principi dell'inclusione

Principi dell'inclusione (giuridici, etici, pedagogici…)

Normativa sull'inclusione

La diversità come risorsa: le intelligenze multiple

Il modello bio-psico-sociale (introduzione all'ICF)

Strategie didattiche e metodologiche per il successo formativo

Dall’analisi del contesto alla progettazione educativo-didattica

Didattica per alunni con DSA

Elementi di didattica speciale per alunni con autismo

Didattica inclusiva per alunni con Bisogni Educativi Speciali

Comunicazione efficace nella didattica

La conduzione della classe

Apprendimento cooperativo e tutoring

Motivazione e rischi di impotenza appresa

Come insegnare a studiare (promuovere autonomia e metodo di studio)

Interventi psico-educativi per i disturbi di comportamento (ADHD, ecc.)

Approccio psicopedagogico ai comportamenti problema, devianze e bullismo

Pedagogia interculturale

Insegnamento dell'italiano come L2

La disabilità grave: interventi educativi efficaci e principi di comunicazione

Progettazione degli interventi per l’inclusione scolastica: PEI – PDP - PAI

La valutazione degli alunni con BES (disabilità, DSA, altri BES)

Orientamento scolastico e alunni con BES

Tecnologie per l’inclusione didattica e il successo formativo

Tecnologie e ambienti di apprendimento per le classi con alunni con BES (ambienti virtuali di apprendimento, comunità di apprendimento online, SN, piattaforme … etc.)

Accessibilità e fruibilità del SW didattico

Didattica e tecnologia per alunni con disabilità

Didattica e tecnologie compensative per alunni con DSA e con altri bisogni educativi speciali

Tecnologie per la didattica dell’Italiano L2

Mappe e altri sistemi per la visualizzazione delle conoscenze: per la didattica, lo studio individuale e come eventuale uso compensativo

Educazione e sicurezza digitale: cyberbullismo e rischi connessi all'utilizzo dei nuovi media

 

 

5 Organizzazione generale

 

La formazione è gestita a livello regionale da un CTS, Centro territoriale di Supporto, individuato dall’Ufficio Scolastico Regionale. Il Dirigente Scolastico della scuola sede del CTS funge da direttore del corso e gestisce le risorse finanziarie assegnate; condivide le scelte operative, relativamente in particolare alle definizione dei contenuti, delle sedi, dei relatori e dei programmi, con un gruppo di lavoro nominato dal Direttore Generale dell'Ufficio Scolastico Regionale.

Nell'organizzazione delle attività a livello locale il gruppo si dovrà raccordare oltre che con il CTS di riferimento, con eventuali CTI e altre reti di scuole attive nel territorio nonché con altre persone di riferimento indicate dall'USR (ad es. referenti disabilità, DSA, dispersione, immigrazione…in servizio presso gli UST).

Il CTS individuato come referente a livello regionale presenterà al MIUR, Direzione Generale per lo Studente, una sintetica scheda di progetto (vedi allegato). Fornirà inoltre le informazioni richieste per verifiche e monitoraggi intermedi e assicurerà alla chiusura del progetto una dettagliata e completa rendicontazione sia sul piano contabile che dei risultati.

Le attività di coordinamento e supporto scientifico agli interventi nonché di monitoraggio delle azioni messe in atto, con verifiche in itinere e finali, sono svolte da un Comitato tecnico- scientifico operante presso l’Ufficio VII della Direzione generale per lo Studente, l’Integrazione, la Partecipazione e la Comunicazione.

 

 

6 Produzione materiali video

 

Ciascun CTS referente del progetto a livello regionale si impegna a produrre almeno una lezione video, su argomento proposto e concordato con il comitato tecnico scientifico secondo le specifiche tecniche stabilite congiuntamente.

I materiali video prodotti da ciascun CTS confluiranno in una piattaforma nazionale e saranno successivamente utilizzabili da tutte le scuole, anche per future attività di formazione.

Gli autori cederanno al MIUR i diritti di utilizzo dei loro prodotti conservando la proprietà intellettuale.

Inoltre, le scuole potranno avvalersi di materiale video reso disponibile e validato dal Comitato tecnico-scientifico, anche mediante la piattaforma “Il portale italiano per l’inclusione scolastica”, in fase di realizzazione.

 

 

7 Percorsi di formazione sul territorio

 

L’organizzazione della formazione potrà essere per moduli da realizzare in modalità intensiva (preferibilmente nel fine settimana o in orario non di servizio) o in modalità estensiva (un incontro settimanale per 4/6 settimane), sulle tematiche individuate in relazione alle necessità territoriali.

Le attività formative dovranno essere improntate al sostegno del lavoro del personale docente coinvolto che, a partire dalla centralità della persona e dei suoi bisogni, consenta il potenziamento degli strumenti culturali e professionali necessari.

Saranno favorite le attività di tipo laboratoriale capaci di attivare le professionalità dei partecipanti in uno scambio di conoscenze ed esperienze ed a tal fine i partecipanti dovranno essere contenuti in gruppi di norma non superiori alle 30 persone.

Esse saranno precedute da presentazioni teoriche a distanza, utilizzando i materiali video strutturati disponibili in piattaforma. Almeno il 40% del corso andrà svolto in presenza.

Ciascun corso proporrà solo alcuni dei temi indicati tra i contenuti, organizzando i percorsi - anche flessibili e modulari - in base alle esigenze del territorio e alle tipologie dei docenti coinvolti (per ordine di scuola, per area disciplinare…)

 

 

8 Destinatari

 

Le attività di formazione sono rivolte ai docenti delle scuole di ogni ordine e grado, nel numero di almeno uno, massimo due, per ciascuna istituzione scolastica.

Per le future ricadute del progetto, in particolare per l'estensione della formazione nelle singole scuole, sarà strategico valorizzare tutte le competenze presenti nel territorio: in particolare, ma non solo, quelle dei numerosi docenti che si sono formati frequentando uno dei master (o corso di perfezionamento) sui DSA o sulle disabilità specifiche organizzati in convenzione tra il MIUR e le Università, a seguito dell’accordo MIUR-CNPSF (Conferenza Nazionale permanente dei Presidi delle facoltà di Scienze della Formazione) del 2011 o di altri in possesso di specifiche competenze certificate.

Sarà anche importante che detti docenti siano coinvolti nella fase di progettazione dei percorsi, favorendo per quanto possibile, da parte loro, un ruolo attivo nella conduzione dei corsi, superando la rigida distinzione tra formatori e formati e prevedendo quindi la possibilità di assegnare loro anche compiti di docenza o conduzione di gruppi, considerando ovviamente competenze, attitudini e disponibilità personali.